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Le inserzioni Facebook sono diventate uno dei metodi più efficaci per dirigere traffico di alta qualità verso il vostro negozio online.

Purtroppo, quando un possibile acquirente vede su Facebook un’inserzione di un vostro prodotto per la prima volta, è probabile che non abbia la sua carta di credito a portata di mano e che non sia in grado di effettuare l’acquisto su due piedi.

Anche quando un visitatore entra nel vostro sito web, esiste una serie di azioni che vorreste completasse prima che lo abbandoni.

In ambito professionale, tali azioni potrebbero essere:

  1. Visitare l’homepage.
  2. Scorrere tra le categorie.
  3. Vedere il prodotto.
  4. Aggiungere al carrello.
  5. Acquistare.

Ovviamente, non tutti i visitatori giungeranno alla fine di questo iter.

Alcuni arriveranno solamente ad aggiungi al carrello senza comprare nulla, mentre altri potrebbero lasciare il sito dopo aver visto solo l’homepage.

In media, solamente il 2% dei visitatori di un sito web acquista effettivamente.Un ottimo metodo per visualizzare il traffico è vederlo come un funnel, un imbuto in cui il vostro tasso di conversione è rappresentato dalla percentuale di persone che hanno effettuato l’acquisto.

Dati i normali tassi di conversione estremamente bassi, anche un leggero miglioramento nelle conversioni del vostro funnel può avere un grosso impatto nelle vendite generali.

Prendete per esempio un negozio con un tasso di conversione di 0,5% e un ordine medio dal valore di 100 €. Con 200 visitatori al sito, il negozio guadagnerà 1000 €. Se lo stesso avesse un tasso di conversione pari all’1,5 %, vorrebbe significare 3000 € di vendite!

Cambia parecchio, vero?

La retargetizzazione può costituire un modo efficace per aumentare il vostro tasso di conversione. Allo stesso tempo, campagne di retargeting di basso livello possono provocare una perdita di denaro per le inserzioni e fastidio nei possibili clienti.

Se siete un inserzionista Facebook alle prime armi, date un’occhiata all’articolo Inserzioni Facebook per gli imprenditori di E-commerce.

3 tipi di strategie di retargeting

Un visitatore che ha abbandonato il vostro negozio senza aver visto alcun prodotto non è nemmeno lontanamente paragonabile a un potenziale cliente arrivato ad aggiungi al carrello, in termini di disponibilità all’acquisto. La vostra strategia di retargetizzazione dovrebbe tener conto di tali differenze e le vostre inserzioni dovrebbe essere concepite su misura di potenziali acquirenti a diversi stadi del funnel.

  • Retargeting generico (principiante).
  • Retargeting comportamentale (intermedio).
  • Retargeting sequenziale (avanzato).

Se siete degli imprenditori in erba e il vostro traffico è ancora limitato, va benissimo iniziare con la retargetizzazione generica.

Contestualmente, come vedremo più avanti, una volta che il vostro pubblico inizia a crescere, il retargeting sequenziale potrebbe costituire un modo molto più valido per ottenere nuovi clienti.

Retargeting generico

Si parla di retargetizzazione generica quando vi rivolgete a tutti i vecchi visitatori del vostro sito web in un pubblico personalizzato, mostrando loro un’inserzione di retargeting dopo che hanno abbandonato il vostro negozio. 

Questo pubblico contiene possibili clienti che si trovano a varie fasi del funnel, ma ognuno vedrà la stessa inserzione. Un aspetto negativo di tale approccio è che il messaggio dell’annuncio non avrà il medesimo effetto su ogni segmento di pubblico.

Un visitatore che ha lasciato il sito all’homepage avrà bisogno di conoscere il vostro marchio più a fondo prima di iniziare addirittura a pensare a un eventuale acquisto. D’altro canto, un visitatore che ha abbandonato giunto al carrello, potrebbe rispondere meglio ad un messaggio d’impatto come “Acquista ora!” con uno sconto.

Retargeting comportamentale

Si parla di retargetizzazione comportamentale quando suddividete i vecchi visitatori del sito Internet in pubblici diversi, in base alle azioni da loro compiute mentre vi ci navigavano.

I visitatori che hanno solamente visto un prodotto vanno in un pubblico, quelli che lo hanno aggiunto al carrello in un altro e così via. Successivamente, procedete alla creazione di una campagna di retargeting separata per ognuno di queste sezioni di pubblico.

Il retargeting comportamentale è molto più granulare nella sua targetizzazione. Questo vi consente di sbizzarrirvi nelle inserzioni per far sì che ogni campagna sia pertinente agli occhi di ogni frazione di pubblico.

Per esempio, alla sezione di pubblico che ha aggiunto al carrello potreste dedicare un commento divertente del tipo “Avete dimenticato qualcosa?”. O magari al segmento che ha abbandonato la homepage potreste consigliare il nuovo post del vostro blog, per dar loro un assaggio di cosi significhi il vostro marchio, per indurli a fidarsi di voi.


Il più grosso svantaggio se decidete di optare per il retargeting comportamentale è la ridondanza degli annunci, che può causare l’ad fatigue (stanchezza dell’inserzione). In base alla frequenza dell’inserzione che impostate, il vostro pubblico potrebbe vedere sempre la solita senza sosta per settimane o addirittura mesi (😱) dopo che hanno abbandonato il vostro sito.

Pensate alla vostra esperienza personale quando scorrete i feed dei vostri social e notate un contenuto che avete già visto. Quanto tempo ci mettete per saltarlo? È questione di un istante, vero? Bene, i vostri clienti faranno lo stesso e la ridondanza delle vostre inserzioni non farà altro che indurli ad ignorarle.

O persino peggio, infastiditeli troppo e i vostri potenziali clienti potrebbero addirittura cliccare il bottone “Nascondi annuncio” nel vostro post sponsorizzato. Ciò potrebbe far crollare la pertinenza della vostra inserzione e moltiplicarne i costi.

Retargeting sequenziale

Si parla di retargetizzazione sequenziale quando i vostri visitatori sono destinatari di una sequenza di varie inserzioni dopo aver abbandonato il vostro sito web. Invece di vedere il solito e ripetitivo annuncio, vedranno una serie di inserzioni diverse mentre si muovono nella sequenza.

Esistono diversi motivi per i quali le sequenze di retargeting risultano così potenti:

  • Contrastano l’ad fatigue: mantengono i contenuti aggiornati mentre i visitatori scorrono la vostra sequenza, in modo che il vostro pubblico sia più incline a interagire con le inserzioni.
  • Attirano nuovi clienti:la vostra sequenza può andare ad intaccare i vari dubbi che un potenziale acquirente potrebbe avere circa l’acquisto di un vostro prodotto (per esempio descrivete la vostra politica sui resi, condividete recensioni positive di altri clienti, ecc.)
  • Si differenzia dalla massa:ogni volta che un vostro potenziale cliente scorre i propri feed, si aspetta di vedere contenuti nuovi e interessanti. Differenziatevi dagli altri noiosi annunci immedesimandovi nella natura dinamica dei vostri feed social.

Suddividere il pubblico per creare sequenze di retargeting

La tecnica che usate con il pubblico personalizzato di Facebook per creare sequenze di retargeting è chiamata suddividere il pubblico. Si riferisce a quando create suddivisioni dei pubblici personalizzati inclusi ed esclusi in base al numero di giorni passati da quando il visitatore ha lasciato il vostro sito, per rivolgersi a qualcuno in un giorno o intervallo di tempo specifico.

Immaginate di creare una sequenza di retargetizzazione che duri fino a tre giorni dopo che qualcuno abbia abbandonato il vostro sito Internet, in cui veda un’inserzione diversa ogni giorno. E immaginate che questo processo sia dedicato esclusivamente ai visitatori che hanno aggiunto un articolo al carrello. Di seguito troverete una guida di come farlo con la suddivisione del pubblico.

Primo giorno

Questo pubblico contiene chiunque abbia aggiunto al carrello un prodotto entro le ultime 24 ore, il che forma un pubblico di persone che hanno aggiunto al carrello un articolo il giorno successivo all’aver abbandonato il vostro sito web.

Secondo giorno

Questo pubblico contiene chiunque abbia aggiunto al carrello un articolo entro gli ultimi due giorni ed esclude chi ne ha aggiunto uno il primo. Con il presente, potete ottenere un pubblico di persone che hanno aggiunto al carrello un prodotto due giorni dopo aver abbandonato il vostro sito web.

Terzo giorno

Questo pubblico contiene chiunque abbia aggiunto al carrello un prodotto entro gli ultimi tre giorni ed esclude chi lo ha aggiunto i primi due. Ciò vi consegna un pubblico di persone che hanno aggiunto al carrello un articolo tre giorni dopo aver abbandonato il vostro sito web.

Una volta che avete creato i vostri segmenti di pubblico, è ora di impostare una sequenza di retargeting che potrebbe avere questo aspetto:

Immagine

Consiglio di creare ogni sequenza come nuova campagna Facebook. Nella sezione impostazioni dell’inserzione, per ogni campagna selezionate il giusto pubblico personalizzato che avete creato nella fase precedente. Per quanto riguarda gli annunci, è con questi che vi potete sbizzarrire con molteplici sequenze di inserzioni e messaggi!

Come funziona il retargeting sequenziale

Quando combinate retargetizzazione comportamentale e sequenziale, ottenete un potente abbinamento. Potete creare una sequenza di retargeting diversa per potenziali clienti che si trovano a varie fasi del funnel. In altre parole, potete impostare una sequenza per i possibili acquirenti che hanno abbandonato l’homepage, una per quelli che hanno visto un prodotto e così via.

Questa strategia “a imbuto” regala inserzioni altamente pertinenti agli occhi dei potenziali clienti.

Per esempio,  il negozio Shopify Pus 100% PURE ha creato una sequenza di retargetizzazione rivolta ai visitatori che hanno abbandonato l’homepage. Ogni giorno per tre giorni, dopo che i potenziali clienti hanno abbandonato il sito, hanno visto un nuovo modello di pubblicità e scoperto qualcosa di nuovo sul marchio.

Esistono visitatori che hanno abbandonato il sito Internet senza aver neppure visto un singolo prodotto. In questo caso, l’obiettivo non è tanto indurre il potenziale cliente a comprare immediatamente, ma portarlo ad avere fiducia e credere nel vostro marchio, al fine di fargli almeno dare un’occhiata a un prodotto o collezione.

Di seguito vedrete la loro sequenza di retargeting.

Primo giorno: inserzione sul post di un blog

Tale inserzione promuove un post intitolato “Come splendere con gemme e minerali”. Si tratta di un articolo che offre valore ai potenziali clienti e posiziona 100% PURE come negozio numero uno nel suo campo.

Secondo giorno: inserzione sui best seller

Tale inserzione presenta un link alla collezione dei best seller. Questo è un modo efficace per dare visibilità a degli articoli popolari che raccomandereste al potenziale cliente, per fargli conoscere maggiormente i vostri prodotti e marchio.

Terzo giorno: inserzione sul kit per l’idratazione della pelle

Tale inserzione promuove un prodotto sponsorizzato: il kit per l’idratazione della pelle. L’obiettivo in questo caso è rimandare il potenziale cliente direttamente alla pagina di un prodotto per dare un’occhiata a un articolo popolare o di tendenza.

Quantificare il successo con il retargeting sequenziale

In base al segmento di funnel su cui è fondata la vostra sequenza di retargetizzazione, la definizione di successo può variare sostanzialmente. Molti inserzionisti giudicheranno la performance di ogni campagna di retargeting con lo stesso metodo: ROAS (Return On Ad Spend, ritorno sulla spesa pubblicitaria).

Ma questa non è affatto la formula giusta per ogni campagna.

A volte, potreste non avere il budget per permettervi campagne che non siano focalizzate immediatamente per darvi ROAS, ed è normale sia così, ma è importante sapere che alcune devono essere misurate diversamente.

Per esempio, se avete una sequenza di retargeting rivolta a potenziali clienti che hanno abbandonato l’homepage, potete misurare quanta interazione ha ottenuto l’inserzione, quante persone ritornano al sito e quante hanno visto un prodotto.

Ma se la vostra sequenza di retargetizzazione è rivolta a potenziali clienti che hanno abbandonato il sito Internet alla sezione aggiungi al carrello, potete misurarne il ritorno sulla spesa pubblicitaria e quanto profitto abbia generato l’inserzione.

Usare il retargeting sequenziale per migliorare il vostro funnel

Se per retargeting intendete semplicemente impostare un’inserzione dinamicae lasciarla fare il suo lavoro, state sprecando un sacco di opportunità per migliorare le vostre campagne e aumentare il tasso di conversioni.

Tenete a mente questi punti chiave:

  • I vostri vecchi visitatori abbandoneranno il sito web a diversi stadi del funnel, quindi comunicate con loro di conseguenza.
  • La gente non sopporta vedere continuamente i soliti contenuti nei loro feed social. Usate le sequenze per mantenere aggiornate le vostre inserzioni.
  • Il successo di una sequenza di retargeting a imbuto non si misura sempre in ROAS. Tenetelo presente quando verificate la performance delle vostre campagne.
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